Titolo: Feels Like An Empty Room [Where We Could Kill With Words]
Autrice:
eowie
Beta:
vedova_nera ♥
Fandom: The Clash RPF
Personaggi: Mick Jones, Paul Simonon
Pairing: Mick/Paul
Rating: PG13
Conteggio Parole: 310
Challenge: Special # 4 @
it100
Prompt: Momento Sbagliato
Avvertenze: Uhm. Slash accennato, angst.
Disclaimer: I personaggi qui presenti appartengono a loro stessi, non ci guadagno un euro, Mick Jones è la cosa più lovva sulla faccia della terra e Paul Simonon quella più figa. Ho finito di attestare l’ovvio. In ogni caso non ho inventato nulla, i fatti narrati sono realmente accaduti.
Note:
~ Dedicata alle lovvine con tanto amore, in particolare alla Socia Vany, perché come me adora i Clash e perché me l’ha richiesta. Per la precisione, le sue parole esatte sono state: “Scrivimi una Mick/Paul angstissima!” e io, naturalmente, l’ho seguita alla lettera. ♥
~ Titolo (lunghissimo) @ Elisa, “A Feast For Me”.
Anni prima - quando eravate due ventenni ex studenti dell’istituto d’arte che passavano i pomeriggi in uno squat a cercare d’imparare a suonare - ricordi che Paul, nel bel mezzo di un discorso che hai dimenticato da tempo, si era girato verso di te e, guardandoti con un sorriso rassicurante così insolito per lui, ti aveva detto: "Non preoccuparti, Mick, io mi prenderò sempre cura di te".
L’affetto e la dolcezza celati in quella frase inaspettata ti avevano colpito al punto che non eri riuscito a proferire parola e ti eri limitato a fissare Paul sbalordito, le mani immobili sulle corde della chitarra, troppo commosso per fare qualsiasi cosa.
Poco più di sette anni dopo, l’iniziale stato di shock è stato rimpiazzato da un senso di totale delusione e da una rabbia senza precedenti, il modo in cui i tuoi migliori amici ti hanno voltato le spalle per stare dalla parte più facile; il fatto che sia stato proprio Paul a porre fine a quella situazione, il fatto che non sia riuscito neppure a guardarti negli occhi mentre ti lasciava fuori senza troppe remore dalla sua esistenza.
Ora hai l’impressione che sia passata una vita, da quel vostro primo incontro nella cantina del Paddington Kitchen, quando eravate solo il ragazzo mingherlino con il viso coperto per metà dai capelli che cercava di mettere su una band e il biondino privo del minimo talento musicale che, impalato sul palco, aveva massacrato “Roadrunner”.
Il desiderio di cancellare dalla memoria i momenti trascorsi insieme, le risate, i viaggi, persino la stessa Londra, è così forte che ti sembra di impazzire, ma ti costringi a non farlo, perché in qualche angolo della tua mente sai che tu e Paul siete stati - e sarete per sempre - la primadonna e il gorilla malnutrito, l’egocentrico e l’ottuso, Michael Blair e Pinkie Brown, la chitarra e il basso.
Autrice:
Beta:
Fandom: The Clash RPF
Personaggi: Mick Jones, Paul Simonon
Pairing: Mick/Paul
Rating: PG13
Conteggio Parole: 310
Challenge: Special # 4 @
Prompt: Momento Sbagliato
Avvertenze: Uhm. Slash accennato, angst.
Disclaimer: I personaggi qui presenti appartengono a loro stessi, non ci guadagno un euro, Mick Jones è la cosa più lovva sulla faccia della terra e Paul Simonon quella più figa. Ho finito di attestare l’ovvio. In ogni caso non ho inventato nulla, i fatti narrati sono realmente accaduti.
Note:
~ Dedicata alle lovvine con tanto amore, in particolare alla Socia Vany, perché come me adora i Clash e perché me l’ha richiesta. Per la precisione, le sue parole esatte sono state: “Scrivimi una Mick/Paul angstissima!” e io, naturalmente, l’ho seguita alla lettera. ♥
~ Titolo (lunghissimo) @ Elisa, “A Feast For Me”.
Anni prima - quando eravate due ventenni ex studenti dell’istituto d’arte che passavano i pomeriggi in uno squat a cercare d’imparare a suonare - ricordi che Paul, nel bel mezzo di un discorso che hai dimenticato da tempo, si era girato verso di te e, guardandoti con un sorriso rassicurante così insolito per lui, ti aveva detto: "Non preoccuparti, Mick, io mi prenderò sempre cura di te".
L’affetto e la dolcezza celati in quella frase inaspettata ti avevano colpito al punto che non eri riuscito a proferire parola e ti eri limitato a fissare Paul sbalordito, le mani immobili sulle corde della chitarra, troppo commosso per fare qualsiasi cosa.
Poco più di sette anni dopo, l’iniziale stato di shock è stato rimpiazzato da un senso di totale delusione e da una rabbia senza precedenti, il modo in cui i tuoi migliori amici ti hanno voltato le spalle per stare dalla parte più facile; il fatto che sia stato proprio Paul a porre fine a quella situazione, il fatto che non sia riuscito neppure a guardarti negli occhi mentre ti lasciava fuori senza troppe remore dalla sua esistenza.
Ora hai l’impressione che sia passata una vita, da quel vostro primo incontro nella cantina del Paddington Kitchen, quando eravate solo il ragazzo mingherlino con il viso coperto per metà dai capelli che cercava di mettere su una band e il biondino privo del minimo talento musicale che, impalato sul palco, aveva massacrato “Roadrunner”.
Il desiderio di cancellare dalla memoria i momenti trascorsi insieme, le risate, i viaggi, persino la stessa Londra, è così forte che ti sembra di impazzire, ma ti costringi a non farlo, perché in qualche angolo della tua mente sai che tu e Paul siete stati - e sarete per sempre - la primadonna e il gorilla malnutrito, l’egocentrico e l’ottuso, Michael Blair e Pinkie Brown, la chitarra e il basso.
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